11. ago, 2022

Nelle tenebre il segreto

E ritorno a correre nel buio. E mi piace, tanto. In realtà mentre corro mi piace tutto, anche la nebbia, la pioggia, il vento. Il temporale poi, stupendo. Tante maratone fatte sotto il diluvio, tante gare con il vento contro. Quando correvo da poco, bastava una condizione meteo avversa per farmi desistere dall' avventurarmi all' esterno e sfruttare il tapis rullano, nonostante la noia che mi procurava. Ora, dopo tante esperienze, ho capito che non c' è niente di meglio della corsa per entrare in contatto con la natura delle cose, che di certo non sarà quella dei grandi ultra trailer che si misurano con ghiaccio, temperature desertiche, umidità da alghe sotto i piedi. Però per me può bastare, per ora. Solo il buio che mi avvolge mi fa sentire protetta, e le chiare mattine estive, in cui dopo mezzo' ora posso spegnare la frontale, mi mettono addirittura un pò a disagio, come se il giorno mi sorprendesse a fare una cosa proibita, cosa poi in parte anche vera. Perché la corsa è un momento tutto mio, in cui esisto io e il mio pensiero, e questo a volte mi fa sentire in colpa verso chi mi sta vicino. E' un sentimento dolceamaro, ma che comunque provo spesso, soprattutto nella preparazione sulle lunghe distanze. Allenarmi mentre il mondo dorme ancora significa non togliere tempo al resto della giornata, in cui tutti si fanno operativi e anche io devo esserlo. Quando ero ragazza e andavo in discoteca, guardavo la notte oltre le luci del locale in cui mi trovavo e la desideravo, perché mi pareva una sorta di coperta di Linus sotto la quale rifugiarsi, una specie di metaverso in cui tutto era possibile e che rimaneva li, con i contorni del sogno. Ancora adesso, quando ripenso alla corsa della mattina, spesso non ricordo alcuni tratti percorsi, perché ero immersa nei miei pensieri, o come mi piace pensare, perché l' oscurità li ha coperti e rimangono in quel momento, cristallizzati così. Una magia, insomma, un sortilegio che dura lo spazio di un' ora e che permea di polverina stellata tutto il resto del giorno che viene. Che poi la corsa è magia, in parte, è il miracolo che il nostro corpo compie ogni mattina, quello di potermi muovere, di portarmi dove voglio, dove la mia mente vuole. Ho letto una frase incredibile, indicibilmente vera: " Il corpo va dove la mente vuole", e sperimentando, mi rendo conto che è proprio così. Temo le ripetute come il demonio ma se nella mia testa so che quelle devo fare, quelle verranno fatte, senza se e senza ma, perché la convinzione c' è e la volontà pure. Non ci sono ostacoli se la mente non ne pone davanti a me, e sono io a decidere quando e se rimuoverli. Padrona del mio corpo, della mia mente, e della notte.